
La scelta di "AMORE LIQUIDO" di BAUMAN è nata come una ispirazione... poi mi sono reso conto che le tematiche toccate sono attualissime e richiedonoulteriore approfondimento. Così, per completare il quadro, propongo "L'ARCO Nel CIELO" di DARIO V.CAGGIA. ...Ma...non è forse vero che "una volta che è stato detto tutto sulle più importanti questioni della vita umana, rimangono ancora da dire le cose più importanti?" "AMORE LIQUIDO" e "L'ARCO NEL CIELO" partono da premesse sostanzialmente analoghe: il NON-SENSO delle società odierne, che conduce, nel primo caso,ad una ridefinizione delle relazioni inter-personali ed intra-familiari, nel secondo caso, alla proposta di un cammino di ricerca personale per arrivare alla definizione di AMORE come "fusione totale tra due esseri". Se, quindi, "AMORE LIQUIDO" si "limita" a fotografare la realtà in una visione tutto sommato "pessimistica", "L'ARCO NEL CIELO" parte dall'osservazione della realtà e attraverso il mito va alla riscoperta di una saggezza che appartiene all'uomo in quanto essere capace di amarsi, di amare, di farsi amare. "L'ARCO NEL CIELO" parte dalla GENESI... "E Dio disse... Ecco il segno dell'alleanza tra me e voi e tutti gli esseri viventi con voi per tutte le generazioni future: io metto il mio arco nel cielo e diventerà un segno di alleanza tra me e la terra. Quando addenserò la nubi sopra la terra e l'arco apparirà tra le nuvole, io mi ricorderò dell'alleanza e le acque non diventeranno più un diluvio per distruggervi!" (Genesi, 9,12-17) ...L'arcobaleno, infatti, compare, dopo il diluvio, ai superstiti dell'Arca. Il libro, continua affermando che un nuovo diluvio di non-senso e di squallore sta, oggi, sommergendo l'umanità. "Piccoli uomini e piccole donne trascinano un'esistenza amorfa e opaca legati in rapporti sconsacrati, fatti di egoismo reificante, di competitività sterile e assurda, suggestionati dagli idoli alienanti del possesso e del consumo". Tuttavia, l'uomo non ha completamente estinto la sua sete d'infinito... e guarda nel cielo per cercarvi il segno dell'alleanza divina". ...Si arriva poi a considerare che la Redenzione è ora compito dell'uomo qualunque..."che non ha altra ricchezza se non sé stesso e che in sé stesso deve ritrovare la sua particella di divinità". La via verso il divino, può essere consentita solo dall'Amore, inteso come fusione totale tra due esseri. Seguiamo attentamente il passaggio dalla Biologia alla Metafisica dell'Eros attraverso la poetica descrizione di un naturalista: "...Ma, ogni tanto, ecco che i parameci (esseri monocellulari che si riproducono per scissione, infusori abitanti delle acque dolci) cessano di nutrirsi; sembrano agitati, inquieti; nuotando in ogni direzione come se cercassero qualcosa, si urtano uno con l'altro, si battono con le loro ciglia. Eccone ora due che si avvicinano, si uniscono, poi altri due e poi tutti si dispongono a coppie. Forse, in questo momento, secernono sostanze particolari, specie di ormoni, che, diffusi nell'ambiente liquido, li rendono più attraenti l'uno per l'altro. Sempre avviene che i due parameci, una volta uniti - coniugati - si pigiano, si applicano bocca contro bocca. A questa unione, a questa giustapposizione, che rievoca un bacio di tutto l'essere, succederà un contatto ancor più intimo. Le membrane, che limitano i loro rispettivi protoplasmi, si assottigliano, poi si annullano nella zona anteriore del corpo, in modo che le due cellule coniuganti si trovano ora come aperte l'una all'altra, una nell'altra.... La coppia, che fino a quel momento nuotava, cade in fondo all'acqua, in uno stato di depressione profonda, ma, sotto l'inerzia apparente, si manifesta una turbolenza interiore... In ciascuno dei parameci, uno dei due nuclei - quello sedentario - rimane al suo posto, ma l'altro - il migratore - passa nel paramecio di fronte, attraverso il sottile ponte di carne, che collega i due esseri. Poi ciascun nucleo migratore si fonde con ogni nucleo sedentario, per formare un nucleo misto o nucleo di coniugazione. I due parameci, dopo aver ricostituito le loro frontiere membranose, si separano e ciascuno riprende la propria esistenza autonoma... Nulla, in apparenza, distinguerà l'infusorio da ciò che era prima del matrimonio. Tuttavia, sarà diventato essenzialmente diverso: avrà espulso una parte importante della propria sostanza nucleare, compiendo forse un'epurazione benefica e soprattutto, avendo ricevuto dal suo associato esattamente quanto gli avrà dato, sarà diventato l'altro per metà" (J. Rostand, Le Bestiaire d'Amour, Laffont, Paris, 1970, pp.17-19). Ancora una volta natura docet: un essere monocellulare, autonomo in sé stesso, che non ha desideri sessuali o finalità procreative, ci dà una semplice, meravigliosa, sublime lezione sull'essenza dell'amore: congiungersi, compenetrarsi, diventare l'altro per metà". Caggia Dario V., "L'arco nel Cielo", Brancato, Catania. Massimiliano Murgese |